La Babele del mare, Debora Marinelli (Novità Editoriale)

ISBN 978-88-99823-39-9 La Babele del mare è un romanzo ambientato su una nave da crociera, su cui si intrecciano vite, culture, lingue, interessi e amori che avranno come filo conduttore il misterioso ruolo degli "Uomini Bianchi" che saranno al centro di un intrigo, un complotto internazionale. Ma quale sarà il loro ruolo e perché si presteranno a portarlo avanti? Un romanzo per amare, per godere di una narrazione fluida, per scoprire storie quotidiane e storie del passato che ci anima, ma anche per riflettere... Su cosa? Potrete scoprirlo solo leggendolo. Vi farete catturare dalla penna della giovane autrice, esordiente, e non vorrete più lasciarla andare.

 

Opera Prima, pagine 232, b/n.

Marinelli, NIC 22, polychromos narrativa

16,00 €

  • 0,35 kg
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Abbiamo fatto due chiacchiere con Debora Marinelli, scopriamola insieme...

 

D.: Ciao Debora, come va? So che ti sei appena laureata, sei emozionata?

R.: Ciao! Sì, è vero. Ho ancora la casa piena di fiori e regali e sto iniziando solo ora a realizzare il tutto. Sono molto contenta del traguardo raggiunto e non vedo l’ora di continuare! 

D.: In cosa ti sei laureata e qual è l'argomento della tua tesi?

R.: Il corso è lettere moderne, la materia da me scelta è lingua e traduzione inglese. Ho scelto questa materia per trattare il tema del silenzio e della comunicazione: i limiti e le potenzialità del linguaggio, la difficoltà di comunicare tra parlanti di idiomi diversi, la necessità della traduzione. In effetti sono abbastanza interessata a questo tema, tant’è che ritorna nel mio romanzo! Mi affascinano le parole, ciò che si può e non si può dire con esse, l’inevitabile uso del silenzio… 

D.: La tua opera prima, il tuo romanzo d'esordio, La Babele del mare, è appena stato pubblicato, quasi in contemporanea con la tua laurea, un gran bel momento direi. Ci racconti le tue emozioni in questo momento verso il tuo romanzo?

R.: Sì, senza volerlo sta capitando tutto allo stesso tempo, è fantastico! Ho iniziato a scrivere La Babele del mare all’incirca tre anni fa, vederlo ora diventare un libro in carne ed ossa… cioè, in carta e inchiostro… è un’emozione che non si può descrivere! Io che i libri li ho sempre letti, posso sperare finalmente di far leggere agli altri qualcosa di mio.

D.: Senza svelarci troppo, altrimenti poi che gusto c'è a leggerlo, ci definisci attraverso 5 aggettivi il tuo romanzo?

R.: Il mio romanzo è sicuramente multi linguistico e multiculturale; poi è ricco: ricco di personaggi che devono lottare costantemente contro i loro stessi pregiudizi. A volte è un po’ triste e spero anche emozionante.

D.: Ora giochiamo con la lingua italiana. Ti dico 3 parole e tu dovrai elencare l'omologo contrario che meglio rappresenta il tuo stile narrativo ed il tuo carattere... ci stai? Beh non hai molta scelta, mi sa. Iniziamo, prima parola: gelo; seconda parola: narciso; terza parola: confuso. Naturalmente valgono aggettivi, verbi, avverbi...

R.: Gli aggettivi che descrivono il mio carattere inevitabilmente si riflettono nel mio stile narrativo. Sono parecchio entusiasta, calorosa quando faccio qualcosa che mi piace; inoltre sono molto critica verso me stessa; infine determinata, testarda: quando voglio qualcosa, non ascolto nessuno e cerco di ottenerla!

D.: Come proseguirai i tuoi studi?

R.: Sto per iniziare una laurea magistrale a Roma. Il corso è… indovina… editoria e giornalismo! È dalla scuola media che dico di voler fare la giornalista, ma poi ho capito che il tipo di giornalismo che mi interessava era quello culturale, in cui si recensiscono film, libri, spettacoli. In realtà il mio obiettivo in generale sarebbe quello di convincere la gente a leggere, leggere tanto, e il mondo dell’editoria si presta molto a questo scopo.

D.: Che libri leggi normalmente? Quali sono i tuoi preferiti e quali sono i tuoi autori preferiti?

R.: Di solito leggo libri d’avventura, fantasy o thriller. Amo la saga di Harry Potter, ho perso il conto di quante volte l’ho riletta… autori preferiti non saprei, ho apprezzato molto Dan Brown e ultimamente mi ha catturato lo stile di Guillaume Musso.

D.: Il più brutto libro che hai letto qual è? E l'autore che consideri il peggiore, per te?

R.: Secondo me non ci sono libri brutti, o comunque non mi è capitato di leggerne. Se penso che un libro può non piacermi, non lo inizio neanche. L’autore peggiore è quello che con arroganza crede di aver creato un capolavoro e non accetta le critiche.

D.: Se ti dico questa frase: giocare con la punteggiatura serve per far ammattire i correttori di bozze... cosa ti ispira? tranquillità, ansia, divertimento, lo fai apposta, mi viene naturale o... non sai cosa rispondere? Bada che la frase potrebbe essere metaforica e nel tuo inconscio risvegliare cose che nemmeno sto pensando, per cui anche la tua risposta potrebbe essere in un certo qual modo incomprensibile, almeno per me...

R.: La punteggiatura è uno dei tanti aspetti della scrittura che amo, perché un piccolo cambiamento può cambiare il senso dell’intera frase. La virgola, poi, è quella che uso di più, anche quando non dovrei. Credo di avervi fatto ammattire con le mie virgole, ma mi viene naturale!

D.: Che colore sei?

R.: Azzurro, quello chiaro del cielo e del mare della Puglia. 

D.: Che canzone sei?

R.: Ascolto un sacco di canzoni, è difficile per me identificarmi in una sola. Per ogni momento della mia vita ci sono delle canzoni ben precise, ma poi cambio io e cambiano le canzoni, quindi trovarne soltanto una è impossibile.

D.: Se fossi un regalo, che regalo saresti? E se fossi un cibo, che cibo saresti?

R.: Io credo di essere quel tipo di cibo che non ispira molto gusto quando lo vedi, poi però lo assaggi… ed è buono! Lo stesso vale per un regalo, quindi il mio consiglio è: non fermatevi alla prima impressione!

 

Grazie Debora, grazie per esserti aperta un po' con noi e con quanti ti leggeranno...