Luciano Maria Pegorari, classe 1974, maturità classica, prosegue la propria formazione in ambito economico-aziendalistico senza tralasciare i propri interessi per gli ambienti letterari, storici e sociologici; appassionato di filosofia e scienze teosofiche, sviluppa il proprio percorso culturale soprattutto in ambito sociosofico ed antroposofico. Alcuni premi: nel 1992 vince il terzo premio Vincenzo Ursini, nel 1993 viene segnalato al Premio “Book Editore” di Bologna, nel 1994 riceve il secondo premio “Antares” e nel 1995 si classifica al terzo posto al premio “Omaggio a Corrado Alvaro”. Nel 1993 si iscrive al Movimento per la Diffusione della Poesia in Italia – MOPOEITA – e si distingue al premio “Miranda Clementoni”. Note biografiche possono ritrovarsi nel volume Biografia di Artisti e Letterati, Accademia dei Bronzi di Catanzaro, 1995. Nel 2012 pubblica Cenere con cui l'anno successivo vince il Premio Internazionale di Poesia e Letteratura “Nuove Lettere” dell'Istituto Italiano di Cultura di Napoli. Pubblica VitaSenzaMisura nel 2016 nella collana Free Desire e Le avventure dell'allegro fiammiferaio, letteratura per l'infanzia, disponibile anche in lingua Braille.


Bonus Track: ascolta gli mp3 Cifrati scherzi, Locorotondo, Tiepido. Le sonorizzazioni sono state create in esclusiva per FaLvision Editore dalla Sonor Village di Roma. Le poesie Cifrati scherzi, Locorotondo e Tiepido pane tostato sono incluse nell'opera VitaSenzaMisura e in Sorrisi semplici, in quest'ultima nuova opera proso/poetica le poesie sono con testo a fronte in lingua romena, tradotte da Geo Vasile.

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CIFRATI SCHERZI.mp3
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TIEPIDO.mp3
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Conosciamoci meglio...

Abbiamo rivolto a Luciano M. Pegorari alcune domande per conoscerlo meglio. L'invito è sempre quello di rispondere anche voi alle domande che rivolgiamo agli autori e di dare le vostre risposte, magari se vi va, inviatecele oppure scrivetele nei commenti nell'apposito spazio in questa pagina. Buona lettura.

 

D.: Che tipo di scrittore sei?

R.: La mia scrittura si è evoluta nel tempo, come è giusto ed ovvio che sia. Da una scrittura molto intimistica, a volte molto ermetica, a volte molto complessa ed ornata di aggettivi e pochissimi verbi che da un lato mi davano la certezza di esprimere il mio pensiero e dall'altra ostacolavano la lettura emotiva o forse la arricchivano troppo ostacolando un approccio più semplice al mio mondo e ai miei pensieri, sono passato nel tempo ad una ricerca delle forme di espressione che è molto variabile. La costruzione del mio verso poetico, ad esempio, è sempre molto tagliato, il lettore lo immagino in costante carenza di fiato tra la fine di un verso e l'inizio del successivo. Questa particolarità non è cambiata nella nuova opera ma sono cambiati gli argomenti, meno intimistici e più sociali, più filosofici, teosofici, mistici, più di ricerca espressiva. L'utilizzo di un numero eccessivo di aggettivi è stato sostituito dalla lunghezza delle liriche e dal progressivo aumento di un ermetismo velato e confuso a volte con una eccessiva nota narrativa. La nuova opera Sorrisi semplici è tutta da scoprire e racconta pienamente il cammino che ho intrapreso a livello espressivo. Raccontare di aborti o di violenze o di economia liquida od ancora narrare di amicizie, di sentimenti e al contempo rapportare la quotidianità a concetti un po' più elevati, mi ha messo dinanzi ad un tipo di letteratura poetica molto differente.

D.: Che genere letterario sei?

R.: Beh naturalmente la poesia la fa da padrona assoluta del mio genere letterario, ora anche prosa poetica, poesia narrativa, poesia teosofica. Ma sono anche letteratura per l'infanzia, è alle porte il secondo volume, la seconda avventura per il mio fiammiferaio tutto ambientato nella Valle d'Itria ed in luoghi particolari. Sto già lavorando su nuove storie per la letteratura per l'infanzia e per ragazzi, perché le mie storie vanno bene per lettori dagli 8 anni fino agli 11 anni, per quanto riguarda le Avventure dell'allegro fiammiferaio e per il nuovo percorso a cui mi sto rivolgendo dovrei riuscire ad alzare l'asticella e a portarla intorno ai 13 anni. Mi piacerà scrivere un giorno, ma senza alcuna fretta, un romanzo. Ho in mente qualcosa, ma non voglio svelare nulla. Tutto ciò che scrivo, in qualunque modo io la scriva, ha risvolti sociali, culturali, inclusivi, e via discorrendo pertanto sarà sempre qualcosa che riterrò utile produrre e non fine a se stessa. Ma per il momento sono felicissimo di riuscire a trovare argomenti per la poesia e prosa poetica e la letteratura per l'infanzia.

D.: Quando scrivi che messaggi desideri lasciare?

R.: Come ho detto proprio sul finire della precedente risposta, non scrivo tanto per vedere stampato il mio nome su una copertina o per essere annoverato fra i milioni di italiani che scrivono qualcosa. Le mie pubblicazioni debbono raccontare di inclusione sociale, di problemi sociali, dolori, amicizie, adozioni, disabilità, violenze, cultura, arte, filosofia. Tutto ciò che scrivo, a seconda dell'ambiente culturale ove lo pongo, deve portare con sé un messaggio che deve lasciare traccia. Non c'è nulla di più brutto di un libro che non ha messaggi e in giro ce ne sono migliaia. Per esempio per la letteratura per l'infanzia si pensa a riempire di colori le pagine e a non curare le storie, io faccio esattamente l'opposto. Tutte le pubblicazioni peraltro sono disponibili in lingua Braille e con gli adattamenti BES come è d'uopo per l'Editore FaLvision, pertanto riempire di non inchiostro libri senza messaggi, non ne ho proprio desiderio.

D.: Cosa avresti voluto fare da grande a parte quello che già fai?

R.: Il mio sogno era diventare Maresciallo dei Carabinieri ma non ci sono riuscito, ci ho provato in ogni modo ma evidentemente non era destino. Avrei voluto fare il liceo militare, ho frequentato il liceo classico Socrate a Bari, ma il desiderio era accedere al liceo militare dell'Esercito. Non potendoci andare per motivi familiari, speravo di entrare successivamente come maresciallo. Pazienza.

D.: Che libro avresti voluto scrivere e che è stato scritto da altri?

R.: La coscienza di Zeno

D.: Che cosa pensi della letteratura italiana moderna?

R.: Per rispondere alla domanda, preciso che per 'letteratura moderna' non sto intendendo il periodo storico in cui la letteratura moderna è ambientata ma intendo la letteratura di ogni giorno. Purtroppo le epoche letterarie hanno classificazioni a seconda dei periodi storici, pertanto è bene chiarire. Diciamo che sto parlando di letteratura ultra moderna o ultra contemporanea.

C'è molta immondizia. C'è anche molta bellezza. C'è molta letteratura da registratore di cassa e c'è abbastanza letteratura che non riempirà le casse delle librerie o degli editori ma è destinata ad arricchire di bellezza la letteratura italiana. Ce ne è per tutti i gusti e le esigenze. Ce ne è troppa in realtà, bisognerebbe avere il coraggio di eliminare tanti scribacchini.

D.: Che periodo storico maggiormente ti affascina?

R.: Il Medio Evo italiano e l'Ottocento inglese e spagnolo.

D.: Quali sono i tuoi scrittori preferiti?

R.: Giorgio Faletti, Hemingway, Italo Svevo, Italo Calvino, Cassola. Leggo molto letteratura ungherese e letteratura svizzero-tedesca, a volte anche moldava e romena pertanto cerco prettamente editoria di nicchia, indipendente e con nomi spesso impronunciabili.

D.: Ci indichi 3 scrittori non della tua scuderia che non dovremmo perderci?

R.: Difficile dirlo perché ho molti colleghi davvero bravi e che hanno a loro volta molti scrittori in gamba. Con questa risposta rischio di deludere qualcuno, ma pazienza. Sicuramente non bisogna perdersi Stefano Iannaccone per la narrativa, Alessandro Lattarulo per la poesia. Mi concedo il lusso di dirne ancora due, per i Thriller storici Mariagrazia Pecci e Tiziana Silvestrin. Ai rispettivi editori non farò ulteriore pubblicità, ma con una facile ricerca se vi interessa potrete saperne di più.

D.: Immagino che non ci indicherai 3 scrittori della tua scuderia su tutti quelli che hai, che non dovremmo perderci, ma quanto meno puoi indicarci i generi letterari che maggiormente ci consigli di leggere per conoscere più da vicino la tua casa editrice?

R.: Immagini bene, anche se certamente posso dire e onestamente poco mi importa dei malumori che genererò, che giovani autori come Mario Pennelli, Gaetano Benedetto, Chiara Porcelluzzi, Stefania Cafagna e le new entry Rosa Visaggio e Giorgia Groccia, sono delle penne da seguire molto da vicino e che mi terrò strette con le unghie e con i denti. Per la poesia, inoltre, un po' meno fresco d'età ma con uno stile interessantissimo c'è un'altra new entry Nicola De Matteo che è alla sua diciassettesima pubblicazione, è stato tradotto anche in alcune lingue dell'est Europa pertanto è da blindare e leggere. Ce ne sono comunque molti altri e molto bravi, altri stanno entrando e ancora ovviamente non mi sbilancio. Come generi letterari certamente la narrativa sta vivendo un periodo entusiasmante, la poesia si sta rinnovando e sta nascendo la nuova collana in cui ho pubblicato il primo volume per fare da apripista. Certamente Narrativa e Poesia, ma in generale credo di avere un catalogo editoriale molto importante, vario e di grande qualità.

D.: Se fossi una fiaba che morale vorresti raccontare o in che periodo vorresti essere rappresentato oppure che personaggio vorresti essere?

R.: Beh difficile dirlo, diciamo che mi piacerebbe essere un mix tra Generale Lee, Herby il Maggiolino tutto matto e Scooby Doo. Mi immagino in un mondo fantascientifico con la leggerezza animata di quando ero bambino io...

D.: Che musica preferisci?

R.: Vasco Rossi su tutti, poi Piero Pelù e Ligabue, ma anche Claudio Lolli, Fabrizio De Andrè, Brunori sas, Mannarino, Dire Straits, Diodato. Sono molto vario come musica. La musica d'autore sicuramente la prediligo.

D.: In ultimo, raccontaci i tuoi sogni per il futuro.

R.: Ho smesso di sognare da un po'. Diciamo che mi auguro di poter pubblicare ancora tanti autori belli e sogno di fare impresa in una Italia con meno tasse, più sicura, con un mercato più libero e non generante vorticose prese per il collo. Credo che non sia nemmeno più un sogno utopistico ma che si sia passati direttamente in ambiente distopico.